In Italia cancellati oltre 3.600 voli. Ma è record di traffico

Enac informa che nel primo semestre del 2022 il traffico da e per l’Italia è stato quattro volte superiore ai livelli del 2021.

L’Austrialia in tilt

Il picco di problemi relativi al traffico aereo si è collocato negli ultimi giorni in Australia, con ritardi e cancellazioni di voli che stanno mandando in tilt gli scali di Sydney e Melbourne, mentre la mappa dei cieli europei sembra registrare una lieve tregua, pur nel permanere del caos e dei disagi. British Airways ha sospeso per una settimana le vendite di biglietti a corto raggio da Heathrow).

Giugno e luglio i mesi critici

Entrambi questi mesi, hanno messo a dura prova il traffico aereo in tutta Europa, per fortuna gli aeroporti italiani hanno resistito meglio di altri.

I numeri di Enac

Gli ultimi dati elaborati dall’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile), tra il 20 giugno e il 24 luglio i voli cancellati in partenza dagli scali del nostro Paese sono stati 3.600, con un picco nel giorno dello sciopero lo scorso 17 luglio (377 i voli annullati). Tanti, certamente, se si pensa alle migliaia di persone coinvolte e ai disagi subiti, ma tutto sommato una percentuale contenuta (l’1,8% dei voli nazionali e il 3,6% di quelli internazionali) rispetto a quelle registrare nei principali hub europei, soprattutto Londra, Amsterdam e Francoforte.

La causa dei problemi

Come ormai è chiaro la ripresa del settore che è stata notevolmente superiore alle attese, ha provocato il tilt del settore. L’esponenziale aumento della domanda iniziata da marzo in poi, ha colto impreparati molte compagnie aeree e gli stessi aeroporti, sprovvisti di personale, venuto a mancare nei due anni di pandemia.

I numeri della ripresa del settore Aereo

A sottolineare la ripresa sono i dati dell’Enac, che nel primo semestre di quest’anno ha rilevato 16,6 milioni di passeggeri, quattro volte in più dello stesso periodo di un anno fa (+314%). Siamo ancora lontani dai numeri di prima del Covid (-23,5%), pari a oltre 20 milioni di passeggeri in meno, ma la tendenza sembra segnata e il recupero è importante, spiega il presidente di Enac.

La crescita del Sud

In alcuni scali, in particolare quelli del Sud Italia, hanno
superato i livelli del 2019: a giugno Bari ha registrato un aumento di passeggeri del 20,4% rispetto allo stesso mese del 2019 e del 16% nel periodo 1-15 luglio; Napoli del 9,5% e dell’8,3%; Palermo del 3,4% e dell’1,2%. Alghero e Olbia nel mese di luglio sono cresciuti del 10% rispetto allo stesso periodo del 2019. Bene anche Bergamo (+1,5% e +12,8%) e Bologna (+1,4% e +1,2%).

Rimane qualche problema legato agli scioperi

Ancora qualche problema, ma si spera in un miglioramento rispetto al mese di luglio. Al di là dell’impennata estiva e dei relativi disagi, il presidente Enac è ottimista:

«Ho spesso paragonato gli effetti della pandemia sul trasporto aereo a quelli dell’11 settembre – osserva –: allora tuttavia, assistemmo a una ripresa a “V”, rapida e immediata, mentre in questo caso la ripresa è a “U”».

In crescita le rotte domestiche e boom per quelle americane

Oltre a una crescita del mercato domestico, un boom di partenze e arrivi dalle Americhe nel primo semestre e nel mese di giugno e un ottimo recupero del traffico da e verso l’Est Europa e il Medio Oriente. Nel complesso, i passeggeri trasportati da e verso destinazioni extraeuropee sono aumentati del 588%. “la ripresa c’è, ma è ancora limitata da alcune criticità, come il Covid, la guerra e il caro carburante”.

Meno traffico business più traffico turistico

Significativi i dati di alcuni parametri: il traffico business è diminuito, quello turistico aumenta. I passeggeri sono complessivamente più giovani e spendono di meno privilegiando le rotte del divertimento rispetto ad altre e anche la ripresa del settore sarà diversificata e di questo bisognerà tenere conto.

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