Cosa ne sarà di ITA Airwais?


Dopo il travagliato passaggio da Alitalia ad Ita Airwais nel mercato dei voli nazionali, ha certamente conclamato le Low Cost ad essere le leader nel settore Aereo sia in Italia che nel resto d’Europa.

Un triste primato per l’Italia

Il bel Pase attualmente vanta il triste primato di avere la percentuale più alta di presenza di compagnie aeree straniere su rotte europee e nazionali. Un effetto a cascata che ha innescato una forte accelerazione sia per l’irlandese RyanAir che per WIZZair per penetrare il nostro mercato passeggeri senza incontrare grandi difficoltà.

Il costo del carburante ha giocato la partita

Un solo elemento ha fatto rallentare la penetrazione di mercato che sarebbe stata maggiore se il costo del carburante non avesse subito in questi tempi un forte aumento. All’inizio del primo periodo della pandemia da covid 19 il costo del greggio valeva circa 50 dollari al barile con un enorme rincaro ai giorni nostri vicino a i 140 dollari al barile. Ad esempio, quando una tratta Torino-Roma costava tra 5.500 e 7.000 euro per ora, oggi lo stesso volo costa2.000 euro in più.

La fuel surcharge una tassa occulta che incide notevolmente

il principale effetto di questo incremento di costi ha inciso sui costi vivi delle compagnie aeree che poi si sono organizzate e hanno applicato la cosiddetta fuel surcharge che ha inciso sensibilmente sul costo del biglietto per i passeggeri. Una tassa occulta che serve per mitigare l’impatto dell’aumento del costo del carburante sui conti dei vettoro aerei. Questo nuovo balzello viene fantasiosamente indicato in diversi modi. Parte da circa 60 euro con le tariffe delle tedesca Lufthansa con la voce tassa aviazione civile, all’euro per passeggero applicata da Air France per l’utilizzo di carburante ecologico, arrivando a circa 19 le sterline applicate da British Airways sui propri voli, mentre Iberia sotto la voce “oneri di partenza” applica solamente 30 euro un viaggio di andata e ritorno.

Come rispondono le Low-Cost?

Le compagnie low cost dal loro canto, pare che abbiano creato una sorta di cartello per poter aumentare i prezzi dei loro posti a sedere. Le sole compagnie aeree nelle condizioni di essere nella possibilità di combattere contrastare il predomino delle low cost pare che siano Air France-Klm e Lufthansa. Queste compagnie di bandiera rispettivamente di Francia/Olanda e Germania, hanno una buona copertura dei voli capillare ed efficiente nei Paesi di originee riescono a contrastare attraverso una buona qualità di le low cost hanno aumentato i prezzi, e sarebbe proprio questo “plus” a fare la differenza e diventare un significativo vantaggio a fronte della giungla dei prezzi attuata dalla maggior parte delle low cost.

Cosa succede sul mercato nazionale

In Italia invece, cresce la difficoltà di ITA Airways, che non riesce ancora a presidiare il mercato domestico in modo capillare.

Quale sarà presumibilmente il destino di ITA?

Per poter meglio resistere alle mutazioni di mercato dovrebbe trovare immediatamente un socio forte che le possa consentire, per mezzo di un solido piano di marketing che possa coprire la maggior parte delle destinazioni europee dedicandosi principalmente alle tratte domestiche e per offrire prosecuzioni sulle rotte intercontinentali.

Una alternativa per Ita

Il nostro vettore nazionale potrebbe restare una compagnia indipendente di proprietà dello Stato potenziando la flotta portandola nel giro di 18 mesi ad almeno 200 aeromobili creando quindi le condizioni per arginare l’attuale predominio delle varie low cost. Questa operazione consentirebbe di dare una risposta concreta non solo al turismo e all’economia del nostro Paese, ma anche al difficile mercato del lavoro di questo settore colpito fortemente dalle chiusure di Ernest, Air Italy, Blue Panorama ed Ego Airways. Soprattutto si aiuterebbero gli ex dipendenti di Alitalia, la maggior parte over 45, visto che il personale transitato nella nuova compagnia di bandiera ITA Airways è stato sostanzialmente dimezzato. L’esperienza maturata da questi professionisti non solo consentirebbe di addestrare quelli più giovani, evitando episodi come quelli accaduti per ben due volte sulla tratta Roma-NewYork, ma anche di far risparmiare alle casse dello Stato parecchi quattrini che potrebbero essere re-investiti o nello stesso settore o verso altri progetti per il futuro. Le dimissioni o la sostituzione del management di ITA potrebbero arrivarecon l’insediamento del nuovo Governo.

Alitalia , un marchio dimenticato ma amatissimo

Molti italiani non vedono in ITA la loro compagnia di bandiera, ma solo una sorta di azienda a carattere padronale e un contenitore di passaggio destinato a entrare in altre orbite.

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